23/03/99 I Papi e gli Anni Santi (1300-2000), II emissione, emessi in minifogli da 5 francobolli + 5 appendici

 

Effigie di Giulio III, il Papa che celebrò il giubileo del 1550 . In alto, la scritta Anno Santo 1500 ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1145
Effigie di Gregorio XIII. In alto, la scritta Anno Santo 1575 e il nome del Pontefice. In basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1146
Effigie di Clemente VIII. In alto la scritta Anno Santo 1600 e il nome del Pontefice. In alto, la data dell'Anno Santo ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra, del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1147
Effigie di Urbano VIII. In alto, la scritta Anno Santo 1625 e il nome del Pontefice. In alto, la data dell'Anno Santo ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1148
Effigie di Innocenzo X. In alto, la scritta Anno Santo 1650 e il nome del Pontefice. In basso In alto, la data dell'Anno Santo ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1149
Effigie di Clemente X. In alto, la scritta Anno Santo 1675 e il nome del Pontefice. In alto, la data dell'Anno Santo ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1150
Effigie di Innocenzo XII. In alto, la scritta Anno Santo 1700 e il nome del Pontefice. In alto, la data dell'Anno Santo ed il nome del Pontefice; in basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1151
Effigie di Benedetto XIII. In alto la data dell'Anno Santo 1725 ed il nome del Pontefice. In basso le chiavi decussate sormontate dal triregno, la scritta Città del Vaticano ed il valore. A destra del francobollo si trova la bandella raffigurante lo stemma del Pontefice. Policromo. 1152

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Serie - I Papi e gli Anni Santi 1300 - 2000 (II emissione) - 1999

 


 

Tipo: Serie Celebrativa Francobolli
Pontificato: GIOVANNI PAOLO II
Tematiche: Storia, Cultura
Data: 23/03/1999


Giunge alla seconda tappa il cammino storico che ripercorre la lunga sequenza degli Anni Santi e con essi le figure dei Pontefici che li hanno celebrati; la seconda emissione copre il periodo tra il 1550 ed il 1725. Il Giubileo del 1550 fu preparato da Paolo III ma celebrato da Giulio III, poiché Papa Paolo III morì il 10 Novembre 1549: eletto il 7 Febbraio 1550, Giulio III inaugurò solennemente l'Anno Santo il 24 febbraio aprendo la Porta Santa nella Basilica di San Pietro. Fu questo il Giubileo nel quale fecero pellegrinaggio il Vasari e il Michelangelo e nel quale erano a Roma due personalità fondamentali per la Chiesa, San Filippo Neri e Sant' Ignazio di Loyola. Papa Gregorio XIII celebrò nel 1575 il primo Anno Santo dopo la chiusura del Concilio di Trento (1563) che riformò profondamente la Chiesa. Alla presenza di San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, l'anziano Pontefice aprì la Porta Santa di un Giubileo che vide l'afflusso di oltre 400.000 pellegrini e la pregnante presenza delle Confraternite, sia religiose che laiche. Il 1600 fu l'Anno Santo di Papa Clemente VIII che, pur se in precarie condizioni di salute, diede l'esempio compiendo per ben sessanta volte la visita penitenziale delle Basiliche. Oltre 3 milioni furono i "romei" (i pellegrini dell'Anno Santo), molti dei quali da Francia e Germania. Urbano VIII celebrò il successivo Giubileo, quello del 1625. Lo svolgimento in corso della guerra dei trent'anni (1618 - 1648) e le pestilenze che serpeggiavano in quel periodo a Roma, resero quest'Anno Santo non del tutto rasserenante: a causa del rischio di diffusione della pestilenza, la Basilica di San Paolo fuori le Mura fu sostituita da quella di Santa Maria in Trastevere. Durante questo Giubileo, il Papa concesse i benefici anche a coloro che erano nell'impossibilità di recarsi a Roma (carcerati, eremiti, monache di clausura, anacoreti, ammalati). L'Anno Giubilare del 1650 fu condizionato dalle diatribe interne alla famiglia romana Pamphili, dalla quale proveniva Papa Innocenzo X. Tuttavia il Giubileo si svolse abbastanza tranquillamente, anche se numerosi furono gli alterchi e gli scontri tra pellegrini francesi e spagnoli, in guerra in quel periodo; tra gli sfarzi delle due potenti case regnanti, giunsero a Roma così tanti pellegrini che fu necessario ridurre il numero di visite alle quattro Basiliche. Papa Clemente X, Anno Santo del 1675. Di fronte ad una folla il Pontefice aprì la Porta Santa nella notte di Natale 1674. Clemente X, nonostante l'età avanzata, si recò per ben 5 volte a piedi nelle Basiliche; il Venerdì Santo, dopo aver lavato i piedi a 12 pellegrini, fece servire una cena a ben 13.000 persone. Il Giubileo del 1700 si celebrò all'inizio di un secolo che intese "illuminare" con la ragione la cultura europea; furono tempi di rapidi cambiamenti, anni difficili per il pontificato di Innocenzo XII, travagliato dalle controversie teologiche ed ecclesiologiche. Nell'ambito delle celebrazioni giubilari del 1700 avvenne per la prima volta che ad aprire la Porta Santa fosse un Pontefice e a chiuderla fosse un altro (Clemente XI): verso la fine del 1700, infatti, Papa Innocenzo XII morì; ad aggravare la situazione di un già poco felice Giubileo, il 26 novembre il Tevere straripò ed arrecò ingenti danni alla città. Infine l'Anno Santo del 1725, celebrato da Benedetto XIII, domenicano. La semplicità tutta particolare che Benedetto XIII volle imprimere alle cerimonie giubilari era in netto contrasto rispetto allo sfarzo e alla magnificenza del "secolo dei lumi", e fu tuttavia poco gradita dai romani, danneggiati nei loro commerci e guadagni. Al termine dell'Anno Santo, i pellegrini che lasciarono Roma avevano potuto ammirare la splendida scalinata di Piazza di Spagna, inagurata durante le celebrazioni di questo Giubileo.